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Covid19, ‘Montegranaro Tra la Gente’: «Donare soldi da cariche elettive, noi lo faremo
Si annulli il Veregra Street»

MONTEGRANARO - "Il nostro gruppo consiliare non viene più coinvolto nelle difficili decisioni amministrative. Saremo molto attenti e vigileremo sulla buona gestione delle provvidenze"
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“Preso atto dell’ordinanza 658 del 29 marzo scorso, con la quale la Presidenza del Consiglio dei Ministri destina ai vari comuni italiani la somma di 400 milioni di euro per misure urgenti di solidarietà alimentari in conseguenza della quale il nostro Comune avrà la disponibilità della somma di 83.458,89 euro, quale gruppo di minoranza “Montegranaro Tra la Gente” vogliamo rendere note alla cittadinanza alcune considerazioni ed auspici”. Inizia con queste parole la nota del gruppo di minoranza montegranarese ‘Montegranaro Tra la Gente‘.

“L’ordinanza, vista l’emergenza che stiamo vivendo, lascia ampissima discrezionalità ai Comuni nella scelta dei criteri di erogazione delle misure, al punto che non è previsto un termine per la spendita della somma come pure nessun obbligo di rendicontazione a terzi.
Con tali somme i Comuni possono acquistare buoni spesa utilizzabili per l’acquisto di generi alimentari presso gli esercizi commerciali, scelti senza nessuna gara ad evidenza pubblica o con il rispetto di nessun criterio, contenuti in un elenco che ciascun Comune dovrà pubblicare sul proprio sito istituzionale, come pure possono acquistare generi alimentari o prodotti di prima necessità senza che per questo vi sia il rispetto del codice degli appalti. Oltre a tale ampissima discrezionalità, nessun atto di indirizzo della giunta comunale deve essere fatto in merito ai criteri per l’individuazione della platea di beneficiari delle misure di cui trattasi, lasciando competenza all’Ufficio Servizi Sociali.

Posto che la somma stanziata dal Governo centrale non riuscirà presumibilmente a soddisfare tutte le richieste, rendiamo plauso ai numerosi cittadini che, in forma anonima e non, in questi giorni stanno donando delle somme al fine di rimpinguare le risorse a disposizione.
Come gruppo Montegranaro Tra la Gente vorremo contribuire, affinché venga alimentato il flusso delle donazioni dei cittadini, e pertanto non venga mortificata il grande sforzo di generosità privata, attraverso la donazione di una somma, che stiamo raccogliendo, da parte del nostro Gruppo “Montegranaro tra la Gente”. E ancora, rendere pubbliche, su base periodica, le giacenze del conto corrente bancario aperto per la raccolta, in modo da rendere partecipe la cittadinanza circa le sue consistenze, rendere nota l’identità dei donanti, che non chiedono di restare anonimi, affinché la corsa alla solidarietà venga alimentata anche con i gesti di emulazione, rendere il più possibile trasparenti, anche senza che vi sia un obbligo di legge, i criteri delle scelte dei buoni pasto come pure dell’acquisto delle derrate alimentari privilegiando, tra i negozi cittadini, coloro che praticano scontistiche o condizioni di miglior favore ai bisognosi, e alimentare una corsa alla solidarietà tra i negozianti rendendo noti, qualora vi sia l’assenso degli stessi, l’identità di coloro che hanno offerto le migliori scontistiche affinchè i cittadini possano privilegiarli nei loro acquisti.
Chiediamo anche di determinare con assoluta precisione i criteri di scelta dei bisognosi, coinvolgendo anche il nostro gruppo consiliare che si rende disponibile, oltre che altre associazioni che si occupano di volontariato tra cui, in particolare, la Caritas cittadina che ha tutte le competenze e conoscenze per stilare eque graduatorie, creare, con il rispetto della privacy necessaria, un comitato ristretto di persone che individui le identità dei bisognosi, anche tra i cittadini che, per vergogna o pudore, non hanno inoltrato domanda di assistenza, prestare la massima attenzione a coloro che, abitualmente, godono di sussidi al punto che la loro disinvoltura nell’accaparramento non li premi a scapito di altri soggetti più meritevoli, convogliare le maggiori risorse comunali possibili per alimentare il fondo, ivi incluse quelle disponibili per servizi alle persone che non potranno essere rese o fruite a causa delle limitazioni alla mobilità. Chiediamo di annullare l’edizione del Veregra Street di quest’anno convogliando le ingenti risorse necessarie per la realizzazione dell’evento per l’aiuto dei cittadini in difficoltà; in tal modo verranno evitati accalcamenti di persone rispondendo ad esigenze di carattere sanitario oltre operare una scelta etica, rinunciando al divertimento e ad una costosa allegria, in un momento in cui le famiglie della nostra comunità soffrono. Se si possono rinviare le Olimpiadi, tanto più si può sacrificare, per un anno, il nostro festival. Da ultimo chiediamo di destinare tutti i gettoni di presenza e la totalità delle indennità derivanti dalle cariche elettive, per l’intero anno 2020, alla solidarietà alimentare dei nostri concittadini. L’intero nostro gruppo consiliare lo farà. Sarebbe bello che tutti i consiglieri ed assessori seguano il nostro esempio.

Il momento che stiamo affrontando è sicuramente grave ed i sacrifici che tutti siamo chiamati ad affrontare non debbono venir mortificati da scelte inopportune ed arbitrarie.

Constatiamo anche che, contrariamente a quanto accaduto nei primi giorni dell’emergenza, il nostro gruppo consiliare non viene più coinvolto nelle difficili decisioni amministrative: oltre ad essere motivo di grande rammarico, ed un’occasione di coesione persa, reputiamo che solo l’insieme di tutte le forze, in un momento emergenziale, possa riuscire a risolvere i problemi della nostra comunità. La comunità è forte quando si rinsalda nelle avversità e, decisamente, questo è un momento molto difficile.

A beneficio dei cittadini si fa presente che il nostro gruppo sarà molto attento e vigilerà sulla buona gestione delle provvidenze e, qualora non venga coinvolto o venga a conoscenza di assegnazioni o criteri discutibili, che invitiamo a segnalarci, oltre che stigmatizzare tali condotte non esiterà a rendere pubblici tali comportamenti come pure a censurare in ogni sede, anche giudiziaria, gli eventuali abusi”.



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